Scritto da Pollastri per Musica Jazz febbraio 2012

Il trio siciliano segue le orme dei leggendari fratelli Amato e vede il ventiduenne Burgio, vincitore l’estate scorsa del premio per giovani pianisti intitolato a Lelio Luttazzi, accompagnato dal trentatreenne Fidone e dal trentaseienne Tringali. Con molta improvvisazione, due standard e una composizione ciascuno, i tre mettono in luce affiatamento e qualità su una musica ben consapevole della tradizione del piano trio ma non priva di personalità. I temi sono pervasi da un lirismo di fondo che non si fa mai melenso, né limita la libertà degli scambi dialogici e degli assoli dei singoli.

Il giovane pianista sorprende per sicurezza e fluidità degli assoli ma ha forse la sua caratteristica peculiare nella capacità di aprire spazi diversi ora rallentando i tempi e rarefacendo le atmosfere, ora invece accelerando e iterando le frasi. Tringali persuade soprattutto per il modo attento in cui accompagna ed evidenzia il lavoro dei compagni. Ma è Fidone che colpisce maggiormente, sia per i lirici assoli in pizzicato, sia per un modo ardito e originale di impiegare l’archetto, che conferisce a più riprese un sapore particolarissimo ai brani.