Scritto da Alceste Ayroldi per Jazzitalia

E meno male che i soliti malpensanti vanno recitando, da tempo, orazioni funebri del piano trio; e da buone prefiche giù a versare lacrime in ricordo di questo o di quello, oramai passati a miglior vita. Alla stregua dei fedeli sostenitori dell’assioma: “il jazz italiano, quello buono, è suonato dai soliti”. I cui nomi, per pudore di chi scrive, è meglio non declinare.
I tre giovani uomini siculi che rispondono ai nomi di Seby Burgio, Alberto Fidone e Peppe Tringali smentiscono i parrucconi ed il loro luoghi comuni. Fortuna vuole, inoltre, che vi sia qualcuno – discograficamente parlando – che se ne accorge; nel caso di specie Mario Caccia, patron dell’etichetta Abeat, sempre particolarmente attenta a quanto di nuovo si muove in Italia. Urban Fabula sprigiona tanta energia, non quella gratuita ed artefatta, ma quella genuina, nata sotto il segno di un progetto ben calibrato e sentito. Due evergreen: una fluida rivisitazione della monkiana Round Midnight, dalle mille sfaccettature armoniche, senza perdere mai di vista il tema ed il senso del discorso; On Green Dolphin Street sottoposta ad un massiccio labor limae, senza nulla togliere al capolavoro di Kaper e Washington. Paio che fa terno con Someday My Prince Will Chat, firmata dai tre musicisti siciliani, ma una chiara parafrasi “internettiana” della disneyana Biancaneve. Un grande rispetto per la tradizione, senza chinare troppo la testa e lasciarsi andare ad inconsistenti emulazioni, come spesso accade. Sette gli originals, perlopiù firmati a sei mani, che mettono in scena un profondo lirismo coniugato ad un mainstream dalla declinazione europea (Urban Fabula); evidenziano parallelismi armonici e modifiche del volume del suono, rimarcando la cifra espressiva di Seby Burgio (Albori all’imbrunire); palesano una torrida tensione armonico-ritmica, dal pianissimo al fortissimo, con il ventenne pianista siracusano sempre pronto a giocare con le note eurocolte (Travel).

Il trio si trova a meraviglia, pulsa sotto le corde di Alberto Fidone e vibra attraverso piatti e tamburi di Peppe Tringali, entrambi eccellenti. Seby Burgio ha un tocco così moderno da sembrare antico. E’ capace di trasformare la tastiera in un arcobaleno: swingante, tagliente, muscolare quanto basta; un tocco delicato che si unisce ad un attacco potente, ad una definizione precisa delle note all’interno della linea melodica.

Urban Fabula è, insomma, un gran bel disco.